Lanciata nel 2015, Ethereum è la blockchain programmabile numero uno al mondo.

Ethereum è una piattaforma decentralizzata del Web 3.0 per la creazione e pubblicazione peer-to-peer di contratti intelligenti (smart contracts) creati in un linguaggio di programmazione Turing-completo.

Cosa sono gli Smart Contract

Il significato letterale di Smart Contract è contratti intelligenti. Nel caso specifico, essi funzionano soltanto nella rete di Ethereum e sono realizzati mediante un linguaggio di programmazione per questo motivo vengono anche chiamati software.

Gli Smart Contract sono basati su determinate clausole e condizioni e funzionano soltanto se queste trovano riscontro sul piano reale. Tra le loro principali caratteristiche si possono annoverare la totale autonomia rispetto a qualsiasi eventuale intermediario (avvocato o notaio) e la sicurezza (i dati contenuti all’interno sono crittografati).

In concreto, gli Smart Contract Ethereum possono ad esempio essere impiegati nei servizi di crowfunding, nella registrazione dei domini, in operazioni finanziarie o nella gestione di sistemi elettorali.

Se è vero che gli Smart Contract “girano” sulla rete Ethereum, è altrettanto vero che non potrebbero funzionare senza Ether.

A differenza di altre blockchain, però, Ethereum può fare molto di più. È programmabile, quindi gli sviluppatori possono usarlo per creare nuovi tipi di applicazioni.

Queste applicazioni decentralizzate (dette “dapp”) sfruttano i vantaggi delle criptovalute e della tecnologia blockchain. Sono attendibili perché, una volta “caricate” su Ethereum, vengono eseguite sempre in base a come sono state programmate. Possono controllare beni digitali per creare nuovi tipi di applicazioni finanziarie. Possono essere decentralizzate, cioè nessuna persona fisica o giuridica le controlla.

Applicazioni basate su Ethereum sono già utilizzabili:

  • Portafogli per criptovalute che consentono di effettuare pagamenti istantanei ed economici con ETH o altre risorse
  • Applicazioni finanziarie che consentono di prendere in prestito, prestare o investire beni digitali
  • Mercati decentralizzati che consentono di scambiare beni digitali, o addirittura effettuare “previsioni” su eventi nel mondo reale
  • Giochi dove sei il proprietario degli oggetti presenti nel gioco e puoi addirittura guadagnare denaro
  • E molto, molto altro.

La comunità Ethereum è la più vasta e attiva legata alla blockchain nel mondo. Include sviluppatori del protocollo di base, ricercatori di criptoeconomia, cypherpunk, organizzazioni di mining, detentori di ETH, sviluppatori di applicazioni, utenti standard, anarchici, aziende Fortune 500 etc..

Nessuna azienda o organizzazione centralizzata controlla Ethereum. Ethereum è gestita e viene migliorata nel tempo da una comunità globale eterogenea di collaboratori che lavorano su tutto, dal protocollo di base alle applicazioni consumer.

Cos’è ether (ETH)?

ETH è la valuta nativa di Ethereum

Ether è la criptovaluta di Ethereum, acquistata dai partecipanti alla rete per pagare l’utilizzo della potenza di calcolo senza la quale gli Smart Contract non esisterebbero. Volendo usare una metafora, Ether è la benzina che alimenta una fuoriserie di nome Ethereum.

ETH è una moneta digitale e può essere inviata a chiunque, ovunque nel mondo e istantaneamente. L’emissione di ETH non è controllata da nessun governo o azienda, è decentralizzata e limitata. Le persone in tutto il mondo usano ETH per effettuare pagamenti, come bene rifugio o come collaterale.

Il modo più semplice per ottenere ETH è acquistarli. Ci sono molte piattaforme di scambio per criptovalute su cui è possibile acquistare ETH.

​Come funziona Ethereum e caratteristiche

Per poter girare sulla rete peer-to-peer, i contratti di Ethereum “pagano” l’utilizzo della sua potenza computazionale tramite una unità di conto, detta Ether, che funge quindi sia da criptovaluta sia da carburante. In altre parole, contrariamente a molte altre criptovalute, Ethereum non è solo un network per lo scambio di valore monetario, ma una rete per far girare contratti basati su Ethereum. Questi contratti possono essere utilizzati in maniera sicura per eseguire un vasto numero di operazioni: sistemi elettorali, registrazione di nomi di dominio, mercati finanziari, piattaforme di crowdfunding, proprietà intellettuale, ecc.

La piattaforma fu inizialmente menzionata da Vitalik Buterin nel Bitcoin Magazine, di cui lui stesso è co-fondatore con Joseph Lubin, agli inizi del 2013.

È stata successivamente concettualizzata nel White Paper dello stesso Buterin e formalizzata da Gavin Wood nel cosiddetto Yellow Paper, a inizio 2014. Il rilascio della prima versione “live” della piattaforma (cosiddetta versione Frontier) è avvenuto il 30 luglio 2015.

Ethereum fa parte di un gruppo di piattaforme blockchain detto di “nuova generazione” (o “2.0”).

Come per le altre criptovalute, la validità di ciascun Ether è garantita da una blockchain, che è un elenco di record in continua crescita, chiamati blocchi, i quali sono collegati tra loro e protetti mediante crittografia. Per definizione, la blockchain è in sé resistente alla modifica dei dati. È un libro mastro contabile, aperto e distribuito che registra le transazioni tra due parti in modo efficiente e permanentemente verificabile.

A differenza di Bitcoin, Ethereum opera utilizzando conti e saldi secondo le cosiddette transizioni di stato, che non si basano su output di transazione non spesi (unspent transaction outputs , UTXOs), ma sui saldi correnti (chiamati stati) di tutti i conti.

L’informazione relativa allo stato non è memorizzata nella blockchain, bensì è archiviata in un proprio albero di Merkle, vale a dire un albero binario nel quale ogni nodo è padre di due figli e il suo hash è dato ricorsivamente dalla concatenazione degli hash dei due blocchi a esso associati, secondo il seguente schema:

h a s h 0 = h a s h ( h a s h 0 − 0 + h a s h 0 − 1 ) {\displaystyle hash_{0}=hash(hash_{0-0}+hash_{0-1})} {\displaystyle hash_{0}=hash(hash_{0-0}+hash_{0-1})}

Un portafoglio di criptovaluta memorizza le “chiavi” o “indirizzi” pubblici e privati che possono essere utilizzati per ricevere o spendere Ether.

Tramite la chiave privata è possibile scrivere nella blockchain, concludendo effettivamente una transazione Ether.

Per indirizzare l’Ether a un conto, è necessario essere in possesso dell’hash calcolato della relativa chiave pubblica, che è calcolato con l’algoritmo di crittografia Keccak-256. I conti Ether non sono nominativi, non identificano univocamente il beneficiario, quanto piuttosto uno o più indirizzi specifici.

Ether è un componente fondamentale per il funzionamento di Ethereum, perché fornisce un libro mastro per le transazioni. È utilizzato per pagare il gas, un’unità di calcolo per le transazioni e altre transizioni di stato. È indicato con l’icona di transazione ETH (ticker symbol) e con simbolo di valuta la lettera greca Ξ maiuscola, in modo tale da poter essere scambiato nei mercati elettronici denominati in crittovalute, ovvero pagare le commissioni di transazione e servizi aggiuntivi alla rete Ethereum.

Indirizzi

Gli indirizzi della rete Ethereum incominciano e sono identificati dal prefisso “0x”, comune per i numeri in base 16, seguito dai 20 byte più a destra (ordine dei byte) dell’hash Keccak-256 della chiave pubblica ECDSA dove la curva utilizzata è la cosiddetta secp256k1, la stessa di Bitcoin. Dato che in base 16 due digit corrispondono a un byte, gli indirizzi Ethereum contengono 40 cifre esadecimali (il prefisso standard “0x”, che è la parte invariante, non è memorizzato, ma “reinserito” di volta in volta). Un esempio di indirizzo Ethereum è il seguente: 0xb794F5eA0ba39494cE839613fffBA74279579268.

Gli indirizzi di contratto sono nello stesso formato, ma sono determinati dal mittente e dal nonce, uno scalare di valore pari al numero di transazione inviato dal mittente (contract creation). In altre parole, i conti utente sono indistinguibili dai conti-contratto, ai quali viene associato un singolo indirizzo per ciascuno e nessun dato blockchain. Un utente, al contrario, può avere molteplici livelli di chiave privata, dai quali sono generati altrettanti indirizzi Ethereum.
Qualsiasi hash Keccak-256 valido inserito nel formato descritto è valido, anche se non corrisponde a un account con una chiave privata o a un contratto.

​Sviluppo

Lo sviluppo di Ethereum è incominciato nel dicembre 2013, e le prime versioni del software in linguaggio Go e in linguaggio C++ sono state rilasciate agli inizi del febbraio 2014. Da allora sono state pubblicate diverse versioni successive, che hanno incluso lo sviluppo di tre linguaggi di programmazione appositamente creati per scrivere smart contracts: il Serpent (ispirato al linguaggio Python), il Mutan (ispirato al linguaggio Go) e LLL (ispirato al linguaggio di programmazione Lisp).

Per finanziare il lavoro di sviluppo, Ethereum ha lanciato un’offerta pubblica di pre-vendita di Ether. L’offerta pubblica è durata 42 giorni e ha totalizzato la raccolta di 31 591 Bitcoin, pari (al tasso di cambio del 2 settembre 2014) a circa 18,4 milioni di dollari statunitensi, o 60 102 216 ETH.

La Proof of Concept numero 5, è stata distribuita su GitHub il 22 luglio 2014, contemporaneamente al lancio della prevendita di Ether, e comprendeva numerosi cambiamenti rispetto alla Proof of Concept precedente. Per la prima volta i due client, uno scritto in C++ e un altro in Go, hanno incominciato a interagire alla perfezione e lavorare sulla stessa Blockchain. Ad agosto 2014, un client scritto in Python è stato aggiunto alla lista delle piattaforme disponibili.

Con la Proof of Concept numero 7 è stato lanciato Solidity, un linguaggio di programmazione ibrido, ispirato a JavaScript/C++, contenente numerosi arricchimenti sintattici in modo da poter essere compatibile e versatile per la compilazione degli smart contract su Ethereum. I tempi dei blocchi sono stati ridotti da 60 secondi ai 12 secondi, utilizzando un nuovo protocollo basato su GHOST.

Nel 2015, Ethereum ha incominciato a utilizzare la raccolta di fondi della pre-vendita per espandere le proprie operazioni, a partire dalla fondazione con base a Zugo, in Svizzera e con team di sviluppo a Londra, Berlino e Amsterdam. La versione beta con rete funzionante e in cui il mining dà ricompensa in vero Ether, detta Frontier, è stata distribuita il 30 luglio 2015. Inoltre, è stato lanciato un programma di ricerca di bug aperto alla comunità degli sviluppatori.

Ethereum è un progetto open source, e ogni sviluppatore può contribuire al codice sorgente.

L’unità di conto della valuta di Ethereum si chiama Ether ed è abbrieviata dal simbolo ETH. L’Ether è divisa in sottounità di conto chiamate finney, szabo, shannon, babbage, lovelace, e wei, rispettivamente in onore di Hal Finney, Nick Szabo, Claude Shannon, Charles Babbage, Ada Lovelace e Wei Dai, personalità più o meno note nel mondo della crittografia, programmazione e criptovalute.

​Evoluzione del prezzo

Ethereum ha avuto un valore stabile di circa 10 dollari fino al 2017, anno in cui ha avuto un fortissimo aumento di valore, toccando un picco di 1.261 dollari il 12 gennaio 2018, per poi scendere nuovamente, con picchi ad aprile 2018 (circa 700 dollari), giugno 2019 (circa 300 dollari), febbraio 2020 (circa 200 dollari) e dicembre 2020 (circa 600 dollari).Risalita nel 2021 con un picco di oltre 2000 dollari.

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora